seminari dottorali GPT -DiAP/Polimi

Questa offerta didattica si colloca in continuità con gli apporti forniti al dottorato dalla cultura e dalla scuola territorialista anche attraverso l’opera del proponente di questi seminari, che è stato per più di un decennio docente e coordinatore di un dottorato del DiAP.

La proposta riprende il filo, che è proprio di questa cultura, della rifondazione del progetto urbano/territoriale a partire dalla  centralità della questione ambientale intesa come questione territoriale che ridefinisce il modello di sviluppo.  Un modello in cui il governo dei cicli ambientali sia contestualmente processo di produzione di ricchezza e benessere  fondato sulla valorizzazione dei patrimoni territoriali, delle differenze, delle diverse culture dei luoghi, in rapporto a nuovi stili di vita e domande sociali di qualità locale ed ambientale.

La focalizzazione più recente della cultura territorialista propone uno scenario di nuova rilevanza degli spazi aperti, degli ambienti rurali e dell’attività primaria ad essi connessa che assume il ruolo di generazione del territorio. Tutto ciò dopo che il mondo rurale è stato storicamente “espulso” dal modello dell’urbanesimo industrialista e postfordista e dalla teoria e dalle discipline dell’urbanistica.

In questo contesto si pone anche la questione dei “beni comuni” (primo fra questi il territorio) anche nei termini di esplorazione del tema più ampio e radicale della nozione di “comune” come questione emergente nella critica al modello dominante di economia e organizzazione sociale e come base e nodo essenziale di una alternativa di trasformazione ecologica dell’habitat umano.

L’offerta didattica si articola in tre seminari presso l’aula Master V, piano, via Bonardi 3, DiAP, Politecnico di Milano: il primo e l’ultimo di discussione teorica e metodologica sui nodi del progetto di territorio e sui beni comuni ed il secondo (con carattere più simile ad un breve laboratorio) di discussione di casi e codici di progetto.  

1° seminario, giovedì 30 settembre 2010, h.9.30-17.30:

Il valore territoriale e l’attività primaria di rigenerazione del territorio  

2° seminario, giovedì 21 ottobre 2010 (seminario/laboratorio), h.9.30-17.30:

Casi e codici  di progetto di territorio

3° seminario, giovedì 25 novembre 2010, h.9.30-18.00:

I beni comuni come fondamento ed esito della valorizzazione del territorio 

La proposta dei seminari è rivolta in primo luogo ai dottorandi di “Governo e Progettazione del Territorio” ove la cui partecipazione con merito all’intero ciclo di 3 seminari  prevede  il riconoscimento di 3 per l’intero ciclo; è comunque aperto ad altri dottorati del Politecnico ed di altri atenei.

Si segnala che l’iniziativa è concordata con docenti e laboratori della Facoltà di Agraria della Università degli Studi di Milano nel contesto di un processo di strutturazione di azioni comuni di ricerca e formazione. I seminari sono correlati con la ricerca PRIN in corso che ha come tema “Il progetto di territorio”, nella quale sono coinvolti docenti e ricercatori dei dipartimenti DiAP, BEST e INDACO e i cui ricercatori sono invitati alla discussione dei seminari.

Scarica il programma del seminario e la locandinadel 30 Settembre 2010

Per la bibliografia di riferimento, cliccare qui 

è possibile scaricare il contributo del prof. S.Bocchi. 20100930 lezione_prof.Bocchi

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Programma del Secondo seminario del ciclo, 21 ottobre 2010
Casi e codici del progetto di territorio”  

Il secondo seminario del ciclo tratta casi di progettualità territoriale in campo che sperimentano i temi focalizzati dal primo seminario ( “Il valore territoriale e l’attività primaria di rigenerazione del territorio”, del 30.09.10) ed dal terzo ( “I beni comuni come fondamento di un modello sostenibile di trasformazione”, 25.11.10).

 

In particolare il percorso progettuale proposto come centrale da questo seminario, segue le tracce dell’opera di Marco Prusicki; che riguarda gli spazi aperti di matrice rurale ed è fondata sulle radici del sistema delle acque, un bene comune primario che regola la millenaria trasformazione territoriale. Questa proposta progettuale, esplora ed individua i codici degli elementi di lunga durata che producono valore territoriale e interagiscono con i codici dell’urbano industriale.

 

Il tema dei i propone inoltre di leggere la correlazione di questi progetti con il tema della produzione di scenario della relazione tra città e campagna nell’area milanese / Parco Agricolo Sud Milano che ha accompagnato la ricerca (ed il testo che ne è nato) oggetto specifico del primo seminario attraverso i materiali presentati da Francesco Coviello.

 

Il percorso sui casi si conclude con la discussione sulla “Carta dei Contratti di fiume”, un

innovativo strumento di pianificazione e governo interattivo dei sistemi insediativi negli ambienti fluviali; considerando quindi, ancora una volta ed in altri termini, la capacità del bene comune “acqua” di strutturare territorio. Questa discussione è offerta dal V Tavolo nazionale dei contratti di Fiume- La Carta Nazionale dei Contratti di Fiume- governante e partecipazione parole chiave per la riqualificazione dei bacini fluviali”, convegno che si svolgerà nella medesima giornata di giovedì 21 ottobre 2010 presso la Regione Lombardia ed al cui ascolto si dedicherà la sessione pomeridiana del seminario. (www.contrattidifiume.it)

 

 

Per scaricare il programma del seminario dottorale del 21 ottobre 2010, cliccare qui

 

Per scaricare la bibliografia del seminario dottorale del 21 ottobre 2010, cliccare qui..

Contributo prof.Prusicki 

 

 

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Programma del Terzo seminario del ciclo, 25 novembre 2010 h.9,30-18,00

I beni comuni come fondamento ed esito della valorizzazione del territorio”  

Il tema dei beni comuni (e del “comune” più in generale) è un nodo critico centrale in ogni percorso ”alternativo” di uscita dallo stato di crisi del sistema dominante di organizzazione economica, civile e territoriale; tema radicale e pervasivo nei diversi mondi teorici e di pratica sociale (quasi un fantasma, per evocare una figura ben nota, che si aggira in questi mondi), soggetto a molte visioni ed interpretazioni anche assai divergenti.

In questo seminario si dà conto anche di questo panorama complesso e dei suoi testi; ma soprattutto si tratta del “comune” muovendo da una posizione ben definita, con uno sguardo esplicito, una opzione già costruita e argomentata nel suo interesse nei seminari precedenti: -si riconosce il Territorio come bene comune fondamentale -e si individua “il comune” come cuore del riemergere del valore territoriale e come fondamento di una strategia di alternativa economica e civile.

In particolare si osserva che il degrado e la distruzione del soggetto territorio nel lungo processo di dominanza dell’urbanesimo industrialista e postfordista storicamente inizia con le “enclosures” dei “commons”, per tradursi poi nella riduzione del suolo a piattaforma funzionale dell’urbano, a merce omologata della proprietà fondiaria nel mercato dell’urbanizzazione: un valore essenzialmente immobiliare del territorio. Una liquidazione strutturale quindi del “bene comune territorio” anche quando è sede dell’industria verde o della compensazione ancillare dei processi egemoni indiscussi mediante parchi urbani o naturali ad opera del “pubblico”.

Mentre, all’opposto, si manifestano ora percorsi in atto di apertura di un nuovo ciclo della valorizzazione territoriale, fondato sulla espressione delle qualità e dei caratteri propri del territori locali; e ciò coincide con un processo di “riappropriazione sociale ” che genera “il comune” mediante riconoscimento e attivazione del patrimonio territoriale, in rapporto reciproco e solidale tra attori .

Processi infatti di tale natura sono rappresentati con evidenza (nel loro pratico agire concerto e nella loro possibile estensione strategica) dal riemergere del nuovo e antico ruolo dell’agricoltura: l’attività primaria come “generazione di territorio” e come produzione di beni alimentari in intesa con una nuova domanda sociale. E’ lo scenario delineato dal testo base di questi seminari, “Produrre e scambiare valore territoriale”. Produzione e consumo di qualità locale ed ambientale in processi di scambio diretto e solidale; elementi quindi di sovranità alimentare e gestione dei cicli ambientali che generano consapevolezza e fruizione attiva del territorio: patti tra abitanti e contadini, scenari di relazioni strutturali tra urbano e rurale.
Processi che, rilevanti in sé, esprimono anche componenti paradigmatiche, indicazioni che riguardano altre economie cognitive e della produzione secondaria , e nuove forme complesse di civilizzazione.

Si segnalano almeno alcuni dei fertili contributi che questo percorso territorialista sul bene comune può offrire. E che possono portare qualche luce su questioni aperte sul tema del “comune” in generale.

-Questo approccio mette in discussione la “doppia natura” del “comune”, cioè l’utilità di diversamente concepire e trattare i beni comuni “materiali“ (terra, acque, energia, cibo e materie prime e seconde, insediamenti storici) e quelli “immateriali” (saperi, processi cognitivi, patrimoni sociali e culturali) che formano invece insieme “il territorio”, bene comune complesso strutturalmente costruito dalla interazione di sistemi ambientali, insediativi e culturali/sociali.

-Questo costrutto “territorio” è prodotto dall’azione antropica; il che non solo contesta la concezione “naturalista” del bene comune ma evidenzia che il “territorio/comune” si forma attraverso i processi sociali in campo che ne sono elemento costitutivo. Lo stesso “patrimonio storico ” non è un “dato” in sé (spesso sommerso, degradato o collassato) ma diviene bene comune mediante azioni di riconoscimento, consapevolezza, responsabilità, operatività. Un ”comune” che ha quindi una natura attiva e relazionale (interattiva) e corrisponde ad un processo sociale di costruzione / ricostruzione , di valorizzazione territoriale. E’ del tutto appropriato quindi correlarlo, come si fa con questi seminari, col ”produrre e scambiare valore territoriale” (valore aggiunto, nuovo valore).

-Un altro contributo riguarda il rapporto tra “pubblico” e “comune”. I processi di produzione e scambio di valore territoriale e di costruzione del “comune” che si sono qui osservati, prescindono nella loro fondazione dal “pubblico”; vedono in campo attori privati anche se spesso associati in reti (nel caso delle filiere corte alimentari, produttori e consumatori che assumono responsabilità comuni) e operano nel mercato (ridefinendone comunque la natura -solidale-ed il modo -“fair trade”-, a volte introducendo anche una diversa “ragione di scambio”, un’altra moneta). Il “comune” che viene costruito ha quindi radice sociale e non pubblica (almeno nei processo bottom /up, ma non solo). Implica però, quasi sempre, ed in diverse fasi del processo, una coerente azione di supporto, organizzazione, legittimazione da parte del pubblico, essenzialmente enti locali (importante il ruolo del municipalismo nelle esperienze trattate); ed esprime in generale l’esigenza di “oltrepassare la soglia della sola produzione sociale” attivando politiche pubbliche che paiono spesso essenziali per giungere a produrre spostamenti strategici verso economie e forme civili e territoriali fondate sul “comune”. L’entrata in campo del “pubblico”(così riconfigurato nel ruolo) risulta pertanto rilevante e determinante anche se spesso non è nella genesi del processo di produzione del “comune” . Questo comunque mette in discussione le cosiddette azioni di “sussidiarietà”, giustificative di processi di privatizzazione (la delega al privato sociale) piuttosto che di socializzazione.

Scarica il programma terzo seminario e la locandina.

 Bibliografia disponibile:

bibliografia di riferimento per il tema “beni comuni” a cura di M.Mobiglia e G.Saporiti 

 Di seguito si riportano i Report elaborati da alcuni dottorandi che hanno partecipato ai seminari

 Ali Ustun

Martín Barreiro

Salvatore Matta