Gianni Scudo

Il buon “funzionamento del metabolismo dell’insediamento umano a livello di bioregione urbana (tendenziale chiusura locale dei cicli dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti, del cibo) è la precondizione essenziale al funzionamento dei sistemi socio-produttivi locali.”[1]

L’approccio metabolico dà una misura dell’intensità dei flussi d’uso delle risorse nei sistemi territoriali ed è necessario per quantificare e  rendere manifesti i legami invisibili  dei processi metabolici e gli effetti sulle dinamiche ambientali e spaziali. Il metabolismo agro – alimentare città – campagna, che costituisce   uno dei pilastri fondanti  della bioregione urbana, è  cambiato drasticamente nel passaggio da locale a globale  con un aumento enorme negli ultimi decenni d’intensità dei flussi di energia fossile nelle catene agro – alimentari ( il 15% dei consumi globali  di energia fossile) contribuendo  pesantemente alla insostenibilità ambientale (con circa  il 30% delle emissioni globali climalteranti) ed ai processi di delocalizzazione  che hanno  scardinato gli assetti spaziali degli insediamenti urbani e rurali.

In questa prospettiva sono necessari nuovi metodi per integrare integrare i cicli del cibo   e dell’energia agli scenari e ai piani   locali  di ricostruzione di sistemi territoriali complessi.

Il metodo proposto è strutturato due strumenti di base: la geografie delle risorse  e degli impatti e gli Istogrammi utente. Il primo mappa in GIS le risorse disponibili localmente, mentre il secondo costituisce la struttura di connessione tra le informazioni riportate nelle geografie e la domanda locale; consente di verificare l’efficacia energetica delle scelte di progetto adottate.

La struttura generale dell’istogramma rappresenta in sintesi i flussi di relazione tra la domanda locale di energia e materia, il contesto locale e il contesto esterno. Gli scenari di autosistenibilità tendono a chiudere il ciclo localmente rispondendo alla domanda con le risorse del contesto espresse come territorio produttivo disponibile localmente. ( produttivo in senso lato: terreno agricolo, aree costruite  per integrazione di tecnologie solari   ecc…).

Gli scenari aprono interessanti riflessioni sul metabolismo dei sistemi territoriali, particolarmente se integrato agli aspetti culturali e sociali legati all’ equità di  accesso alle risorse intese come  beni comuni territoriali. Passare insomma dai metabolismi generalizzanti su contesti  estesi  al socio-metabolismi  specifici dei luoghi, contribuendo ad avviare processi di ricerca-azione tran-scalari e tran-settoriali termodinamicamente efficienti e “parsimoniosi” in grado attivare sinergie sociali, ambientali e produttive.

Per questo è necessario che le comunità del planning e del progetto attivino l’integrazione di strumenti di conoscenza e di auto coscienza dei metabolismi rural-urbani nei piani  d’azione e nei progetti locali valutando con cura  le   complesse relazioni  e retroazioni tra assetti  spaziali transcalari  (paesaggi produttivi)  e flussi  di materiali ed energia  nella prospettiva di una transizione dal modello dell’economia lineare del carbonio   e del rifiuto alle pratiche  di economie circolari  del solare e del riciclo.

[1] Convegno annuale della Società dei territorialisti: Ritorno ai sistemi socio-economici locali. Gallicano, Alpi Apuane, 21 e 22 ottobre 2016. Relazione introduttiva

Il metabolismo agro-alimentare come contributo alla progettazione di sistemi rur-urbani resilienti

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