Il caso dell’Oltrepò Mantovano

Il nove settembre si è svolta la giornata di studi L’immagine del territorio nella cultura delle comunità locali: il caso dell’Oltrepò Mantovano di cui abbiamo dato in precedenza informazione. La giornata è stata promossa come evento collaterale del Festivaletteratura di Mantova 2016 e ha avuto un buon riscontro con la presenza anche di Istituzioni locali.

Il tema è stato svolto dai relatori secondo i differenti sguardi della storia, della normativa, degli strumenti digitali per la diffusione informativa e con gli esiti del coinvolgimento degli abitanti. Sguardi che hanno ulteriormente aumentato il deposito di conoscenze e le capacità di riconoscimento dei caratteri propri del paesaggio dell’Oltrepò. Sono state inoltre presentate alcune iniziative istituzionali di progettualità all’interno di programmi comunitari per la difesa ambientale.

Per quanto riguarda l’intervento di OSTEMI si è rilevato, ancora una volta, la sintonia con la prospettiva storica e le iniziative di rinnovata attenzione verso ambiente e territorio. Dare vita a percorsi interattivi per la definizione normativa ed extra normativa dei caratteri del territorio in modo da favorire la comunicazione attiva tra istituzioni e abitanti risulta ancora attuale nonostante le difficoltà sociali ed economiche di questo ultimo periodo storico. Difficoltà che hanno ridotto le capacità di visione e di riflessione attorno a temi strutturali, come quello della qualità ambientale, ma meno presenti nelle agende più attente alle questioni congiunturali.

Diamo pubblicità ad alcuni degli interventi messi cortesemente a disposizione dagli autori per avere maggiori dettagli sui contenuti dell’evento.

Arch. Giancarlo Leoni “paesaggi e valorizzazione dell’Oltrepo’ Mantovano”


Dott. Eugenio Camerlenghi “…una terra di conquista sulle paludi…”


Arch. Ruggero Bonisolli “Carta dei valori e delle tradizioni culturali del paesaggio”

Il metabolismo agro-alimentare ed energetico come contributo alla progettazione di sistemi rur-urbani tendenzialmente autosostenibili

Gianni Scudo

Il buon “funzionamento del metabolismo dell’insediamento umano a livello di bioregione urbana (tendenziale chiusura locale dei cicli dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti, del cibo) è la precondizione essenziale al funzionamento dei sistemi socio-produttivi locali.”[1]

L’approccio metabolico dà una misura dell’intensità dei flussi d’uso delle risorse nei sistemi territoriali ed è necessario per quantificare e  rendere manifesti i legami invisibili  dei processi metabolici e gli effetti sulle dinamiche ambientali e spaziali. Il metabolismo agro – alimentare città – campagna, che costituisce   uno dei pilastri fondanti  della bioregione urbana, è  cambiato drasticamente nel passaggio da locale a globale  con un aumento enorme negli ultimi decenni d’intensità dei flussi di energia fossile nelle catene agro – alimentari ( il 15% dei consumi globali  di energia fossile) contribuendo  pesantemente alla insostenibilità ambientale (con circa  il 30% delle emissioni globali climalteranti) ed ai processi di delocalizzazione  che hanno  scardinato gli assetti spaziali degli insediamenti urbani e rurali.

In questa prospettiva sono necessari nuovi metodi per integrare integrare i cicli del cibo   e dell’energia agli scenari e ai piani   locali  di ricostruzione di sistemi territoriali complessi.

Il metodo proposto è strutturato due strumenti di base: la geografie delle risorse  e degli impatti e gli Istogrammi utente. Il primo mappa in GIS le risorse disponibili localmente, mentre il secondo costituisce la struttura di connessione tra le informazioni riportate nelle geografie e la domanda locale; consente di verificare l’efficacia energetica delle scelte di progetto adottate.

La struttura generale dell’istogramma rappresenta in sintesi i flussi di relazione tra la domanda locale di energia e materia, il contesto locale e il contesto esterno. Gli scenari di autosistenibilità tendono a chiudere il ciclo localmente rispondendo alla domanda con le risorse del contesto espresse come territorio produttivo disponibile localmente. ( produttivo in senso lato: terreno agricolo, aree costruite  per integrazione di tecnologie solari   ecc…).

Gli scenari aprono interessanti riflessioni sul metabolismo dei sistemi territoriali, particolarmente se integrato agli aspetti culturali e sociali legati all’ equità di  accesso alle risorse intese come  beni comuni territoriali. Passare insomma dai metabolismi generalizzanti su contesti  estesi  al socio-metabolismi  specifici dei luoghi, contribuendo ad avviare processi di ricerca-azione tran-scalari e tran-settoriali termodinamicamente efficienti e “parsimoniosi” in grado attivare sinergie sociali, ambientali e produttive.

Per questo è necessario che le comunità del planning e del progetto attivino l’integrazione di strumenti di conoscenza e di auto coscienza dei metabolismi rural-urbani nei piani  d’azione e nei progetti locali valutando con cura  le   complesse relazioni  e retroazioni tra assetti  spaziali transcalari  (paesaggi produttivi)  e flussi  di materiali ed energia  nella prospettiva di una transizione dal modello dell’economia lineare del carbonio   e del rifiuto alle pratiche  di economie circolari  del solare e del riciclo.

[1] Convegno annuale della Società dei territorialisti: Ritorno ai sistemi socio-economici locali. Gallicano, Alpi Apuane, 21 e 22 ottobre 2016. Relazione introduttiva

Il metabolismo agro-alimentare come contributo alla progettazione di sistemi rur-urbani resilienti

Il Convegno annuale della Società dei Territorialisti/e “Ritorno ai sistemi socioeconomici locali”

Il Convegno Nazionale si è tenuto a Gallicano sulle Alpi Apuane il 21/ 22 ottobre scorsi sul suddetto tema che può considerarsi un esito strategico della serie dei convegni e numeri della rivista “Scienze del Territorio” che dal 2013 hanno proposto i temi del ritorno alla Terra, alla Città, alla Montagna.

Il Convegno è stato impostato dalla relazione introduttiva sulla proposta di uno scenario di sistemi locali, pluridimensionali, complessi di rinascita del territorio, verso un “modello” bioregionale alternativo alla dominanza dei flussi globali di rapina dell’ambiente e distruzione dei luoghi.

Molti gli interventi sia di ordine teorico che di esperienze e processi di rifondazione di economie locali (ricco il percorso tra alcun di queste nella prima giornata).

In rapporto a questa impostazione ed in questo quadro di interventi, il contributo della nostra esperienza in atto di ricerca e di interazione sociale di OSTEMI nell’area milanese/lombarda ha assunto una sua forte connotazione, sia prima che durante il Convegno. Un contributo focalizzato sulla proposta di definizione di una nuova geografia del locale fondata sulla neoruralità come nuovo inizio radicale e come paradigma di nuova economia e civilizzazione. E che ha sostenuto la generatività di questo paradigma neorurale ed il ruolo essenziale delle sue pratiche e dei suoi attori in rete (contadini e “complici sociali”) nella fondazione di sistemi territoriali locali e della loro stessa complessità.

-Abstract dell’intervento di Giorgio Ferraresi:

 

-Presentazione di Giorgio Ferraresi:

 

-Poster Ostemi:

 

 

Link alla Società dei Territorialisti

L’immagine del territorio nella cultura delle comunità locali: il caso dell’Oltrepò Mantovano

Il 9 settembre 2016 si terrà un convegno di studi sul tema del paesaggio e del territorio dell’Oltrepò Mantovano, per indagare come l’agricoltura, l’idrografia e gli edifici storici hanno caratterizzato il nostro territorio nel corso degli anni. Organizzato all’interno del  Festival della Letteratura, è promosso dall’Osservatorio per il paesaggio dell’Oltrepò Mantovano e dal Consorzio dell’Oltrepò Mantovano in collaborazione con l’Accademia Virgiliana.

Apertura Convegno ore 10.00

FABRIZIO NOSARI, Presidente Consorzio Oltrepò Mantovano
CARLO NEGRINI, Presidente Osservatorio del Paesaggio dell’Oltrepò mantovano

Relatori:
Dott. Eugenio Camerlenghi, Accademia Virgiliana «Una Terra conquistata alle Paludi»
Arch. G. Leoni, ex dirigente Provincia di Mantova «Paesaggio e valorizzazione dell’Oltrepò Mantovano: la carta dei beni culturali»
Arch. Armando Laurati, Resp. area tecnica del Comune di S. Giacomo delle Segnate (MN) «Ricostruzione storica del paesaggio e Geo Portale dell’Oltrepò Mantovano»
Arch. Ruggero Bonisolli, Politecnico di Milano «Patrimonio paesaggistico, la carta del paesaggio»
Dott. Dall’Acqua, «Pianura è la nostra dove prima di noi era solo il mare, tra realtà e immaginario»
Dott. Frattini, MAB UNESCO «Una proposta per il medio corso del Po»

Estratto di alcuni interventi:

Arch. Giancarlo Leoni
Il tema che si sviluppa riguarda i paesaggi e la valorizzazione dell’Oltrepò Mantovano partendo dalla loro individuazione tramite i diversi rilevi e cataloghi costruiti nel corso degli anni. In particolare, a partire dagli anni 80 vengono illustrati i primi cataloghi dei beni architettonici e ambientali per poi passare alla costruzione dei sistemi informativi territoriali fino al loro consolidamento all’interno della pianificazione territoriale soprattutto provinciale (PTCP) e nella loro interazione con i piani regolatori comunali o PGT. Le iniziative comunali hanno, a loro volta, aggiornato e sviluppato le informazioni di base per l’indicazione degli elementi fondanti dei paesaggi. Nell’Oltrepò la nascita dell’ Osservatorio del paesaggio quindi è un ulteriore passo verso la valorizzazione del territorio. La relazione affronta anche le politiche di valorizzazione sviluppate dal Consorzio, dal GAL e dal Distretto culturale ed individua come tale “promozione” dei paesaggi debba essere affrontata come “bene comune” ed abbia la necessità di ulteriori sviluppi di rete di conoscenze ma soprattutto di politiche di valorizzazione non frammentate e non segmentate. Saranno presentati alcuni esempi e proposte anche di riqualificazione dei paesaggi “periferici” postindustriali degli insediamenti dispersi nel territorio.

Arch. Armando Laurati
Il progetto realizzato dal Comune di San Giacomo delle Segnate nell’ambito sovracomunale del progetto Dominus, finanziato dalla Fondazione Cariplo e dalla Provincia di Mantova, intende partire dall’apprendimento dell’analisi delle mappe storiche per arrivare a leggere il paesaggio contemporaneo. Nasce dalla consapevolezza che la conoscenza del patrimonio paesaggistico in cui viviamo è un prezioso strumento di educazione al rispetto delle cose e delle persone che ci circondano, porta alla consapevolezza del proprio stile di vita, punta all’integrazione e al coinvolgimento attivo, all’uscita dai propri confini, fisici e mentali per un confronto costruttivo e propositivo. Il GeoPortale dell’Oltrepò mantovano viene pensato e creato per conservare, valorizzare e diffondere, attraverso la catalogazione digitalizzata, la conoscenza di tutti i beni culturali vincolati e le mappe storiche di tutti i comuni dell’Oltrepò mantovano, in particolare attraverso la digitalizzazione del catasto teresiano (1776-1785) fogli 50×70 in scala 1:2000, catasto lombardo veneto (1854-1885) in scala 1:2000 e catasto italiano di primo impianto (1854 -1977).

Dott. Eugenio Camerlenghi
“…una terra conquistata sulle paludi …”
La formazione originaria delle terre dell’Oltre Po mantovano si deve alle alluvioni appenniniche, che disegnano un territorio percorso da innumerevoli corsi d’acqua, caratterizzato dall’alternanza di dossi, vallecole, boschi, paludi. Con l’assestamento del corso del Po nel ramo più settentrionale di Lirone assume rilievo la bonifica umana, che partendo dalle fasce più elevate avvia la conquista di terre a spese degli incolti.La costruzione del paesaggio attuale passa attraverso successive fasi: dal manso medievale all’appoderamento dei possessi benedettini, dal trionfo della piantata alla rivoluzione agronomica di fine Ottocento, alla bonifica idraulica, all’affermazione dell’azienda agrozootecnica. Cui si accompagna uno sviluppo civile delle comunità locali che tuttora distingue questo territorio.

Arch. Ruggero Bonisolli
Vengono qui presentati gli esiti di una ricerca che ha cercato di mettere a confronto l’immagine del territorio dell’Oltrepo mantovano che emerge da un ciclo di interviste a testimoni privilegiati e la pianificazione alla scala provinciale. L’ipotesi del lavoro è di poter dare dei contributi nell’individuazione dei caratteri rilevanti e strutturali del paesaggio diffuso e quotidianamente vissuto dagli abitanti dell’Oltrepo per la definizione di politiche, strategie, progetti contenute negli strumenti di pianificazione territoriale. La presentazione cerca di ricostruire il senso di questo lavoro nel tracciato normativo che discende dalla Costituzione Repubblicana, attraversa il Codice dei Beni Culturali e si confronta, infine, con la gestione locale del Patrimonio Paesaggistico. Patrimonio paesaggistico che è componente primario nel Patrimonio Culturale Nazionale.

La collaborazione con il territorio dell’Oltrepò Mantovano era stata avviata nel 2013 con il progetto per la realizzazione, produzione e diffusione di una“Carta dei valori  e delle tradizioni culturali del paesaggio dell’area rurale dell’oltrepomantovano per la qualificazione dell’agricoltura”.

L’immagine del territorio nella cultura delle comunità locali: il caso dell’Oltrepò Mantovano

Accademia Nazionale Virgiliana –
Via dell’Accademia 47 – Mantova

Venerdì 9 settembre ore 10:00.

Incontro all’ADEL di El Seibo

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Durante la fase di accreditamento per il Work Package2 del progetto di cooperazione internazionale Edulink II Food Security, sono stati organizzati dei meeting per ciascuna ADEL. Il 20 febbraio 2015 si è svolta la riunione con 10 membri dell’ADEL di El Seibo con il fine di far conoscere le finalità del progetto, le sue attività e la proposta formativa, ma anche di raccogliere informazioni sulle catene di valori esistenti sul territorio.

Durante la riunione sono stati individuate 11 persone interessate al progetto, di cui 5 donne e 6 uomini. Il progetto è stato presentato da Gilberto Vázquez (Coordinatore) che ha evidenziato come la finalità sia la sicurezza alimentare fattore chiave per lo sviluppo del territorio locale. Visto che le province hanno un alto livello di povertà e basso indice di sviluppo umano, lo scopo del progetto è l’identificazione e la formazione di persone in modo che i partecipanti possano poi contribuire allo sviluppo del territorio.

La componente relativa alla formazione all’interno del progetto (WP1) comprende lo sviluppo di un piano formativo per un programma di Specializzazione e di Master, in modo tale che i titoli e le conoscenze acquisite possano permettere ai partecipanti di contribuire allo sviluppo del territorio.

La componente WP2 del progetto invece è finalizzata all’acquisizione di informazioni territoriali di carattere GIS e di strumenti di indagine, e a sintetizzare le informazioni, al fine di mostrare gli aspetti coinvolti nel processo di mappatura territoriale. In questa fase si vuole identificare 3 catene di valore in ciascuna delle 6 ADEL, nonchè le relazioni esistenti sul territorio con le autorità locali , il governo provinciale, attori privati e la società civile. E’ stata anche presentata la componente per consentire la sensibilizzazione e la formazione della popolazione sulle tematiche della sicurezza alimentare e del consumo locale.

I partecipanti hanno dimostrato grande interesse per entrambe le componenti dell’iniziativa, che possono contribuire allo sviluppo del territorio e sono stati dati dei suggerimenti logistici per l’organizzazione degli incontri.

Per quanto riguarda la raccolta di informazioni sulle catene di valore presenti sul territorio di El Seibo, i partecipanti hanno affermato che esistono 3 catene principali di valore, quella del cacao, del latte e del turismo; una quarta catena, la produzione della frutta (mango e chincola) ha buone capacità di crescita ed anche la produzione del riso può migliorare. La ADET Seibo lavora da cinque anni con 14 associazioni e entità riconosciute dai municipi grazie a fondi pubblici e donazioni. Il cacao rappresenta comunque un prodotto importante e la sua produzione è un riferimento per altre regioni e paesi. E’ stato anche menzionata l’ipotesi di un “Tour della cioccolata” percorso ecoturistico dedicato. Sul territorio esistono diversi produttori, e la produzione è biologica e certificata; inoltre le donne hanno sviluppato una serie di prodotti derivati (dolci, marmellata, vino di cacao…). La sfida sul territorio invece è che al El Seibo non esiste alcuna fabbrica di trasformazione del cacao, cosa che limita il possibile sviluppo della catena di valore e quindi questo aspetto potrebbe essere migliorato.

Per quanto riguarda le altre catene di valore, la provincia è già una meta turistica, grazie alle sue bellezze naturali; e per quanto riguarda la catena del latte, è stato segnalato che esistono diverse realtà che possono ulteriormente svilupparsi.

A seguito dell’incontro del 20 febbraio sono stati raccolte informazioni sulle catene di valore della Provincia di El Seibo (in spagnolo).

A seguito di simili incontri con rappresentanti delle altre Province, i punti di forza e di debolezza delle catene di valore per ciascun provincia sono state evidenziate tramite un’analisi swot. Si è quindi deciso di concentrare le fasi successive del WP2 sul territorio di El Seibo.

Per saperne di più:

Food Security: From University to Territory – Strengthening the University Management for Learning and Practice in the Field of Food Security

WP1: Corsi post-Laurea in gestione dei progetti agro-ambientali per uno sviluppo locale e sostenibile

WP2: Promuovere sinergie tra le università e le comunità per uno sviluppo locale sostenibile

 

 

Accreditamento nel progetto Food Security

fase1_mappeADEL2Il Work Package2 del progetto di cooperazione internazionale Edulink II Food Security ha previsto diverse fasi metodologiche correlate, costituite da una azione sociale e una azione tecnica. La fase di accreditamento ha una funzione interna nel dare un ritmo, predisporre una procedura e assumere le conoscenze necessarie per sostenere l’interazione, ma anche una funzione esterna nel costruire sensibilità e attenzione all’interno di uno specifico ambiente sociale. Le fasi metodologiche adottate sono state:

Azione tecnica*

  • Acquisizione di informazioni territoriali (GIS) georeferenziate.
  • Costruzione di strumenti per la ricerca.

Durante l’accreditamento è stato quindi svolto un lavoro di lettura ed interpretazione di dati censuari generali, nonchè di strati informativi geografici (principalmente forniti dalla DGODT) che hanno permesso di rappresentare il territorio dominicano rispetto al sistema amministrativo, infrastrutturale, fisico-naturale e uso del suolo: mappe ADEL.

Azione sociale**

  • Formulazione di un quadro preliminare attraverso l’analisi di documenti ufficiali ed interviste preliminari.
  • Identificazione di un attore locale promotore e con capacità di interazione con tutti gli altri attori coinvolti.
  • Identificazione di una costellazione di attori come rappresentanti del territorio (di differenti categorie ed in accordo con il promotore).
  • Formulazione del piano di lavoro e degli incontri.

Dal punto di vista socio-economico, e per le Province dove è costituita una ADEL (El Seibo, Bahoruco, Dajabòn, Monte Plata, Valverde, Sanchez Ramirez), la fase di conoscenza preliminare ha condotto all’associazione, per ciascuna di queste Province, delle rispettive catene di valore attraverso la lettura dei Piano di Sviluppo redatti dalle Agenzie stesse, documentazione che ha permesso inoltre di sintetizzare gli aspetti di forza e di debolezza (vedi analisi swot) delle catene di valore per ciascun territorio esaminato. Le catene di valore considerate nell’analisi SWOT sono state:

  • catena del caffè
  • catena dell’uva
  • catena del latte e derivati
  • catena del turismo
  • catena della canna da zucchero
  • catena della frutta
  • catena dell’acquacoltura
  • catena dell’apicoltura
  • catena del cacao
  • catena cacao (e platano)
  • catena ortofrutticola
  • catena forestale e coltivazione del legno

Scelta di El Seibo per le fasi successive

Utilizzando le mappe e le catene di valore  si è deciso di scegliere EL Seibo per condurre le fasi successive. I criteri che hanno motivato la scelta sono stati:
– accessibilità del territorio,
– presenza di catene di valore legate alla produzione agricola tradizionale,
– presenza di catene di valore specifiche e legate al contesto particolare dominicano (cacao),
– presenza della catena del turismo come potenziale di connessione tra tutte le catene presenti; a tale proposito, anche Monte Plata ha diverse catene, compresa quella del turismo, ma a differenza di El Seibo non ha sbocco diretto sul mare a nord.

E’ stato inoltre prodotto un video

presentato proprio durante un incontro tra i vari stakeholders con funzione di “cerniera” tra la spiegazione del lavoro condotto dagli “europei” ad El Seibo e la richiesta di collaborazione fatta ai produttori (utilizzando inchieste, mappe colletive e visite sul terreno). Questo diviene il modo di collegare queste mappe con la “realtà” (cioè la ortofoto- Google Earth) e quindi di accompagnare i produttori lungo la spiegazione con materiali audiovisivi collegati tra di loro.

Risorse

*Azione tecnica per studi preparatori

  • TEMATICI
    Survey su banche dati internazionali raggiungibili via web. Indirizzo, contenuti e commento rispetto ai temi ricercati;
    Atlante della base dati del Banco Mundial. Elaborazione dei dati a base nazionale e produzione di report conclusivo sui continenti sud americano e centro americano;
    Sintesi critica di testi sulla relazione tra economia e cambio climatico in America latina;
    -Sintesi critica di testi sulla relazione tra cambio climatico, agricoltura e povertà in America Latina;
    Presentazione sintetica degli elementi rilevanti che legano cambio climatico agricoltura e povertà nell’ambito geografico di riferimento per la ricerca.
    Atlante della base dati della FAO per indicatori rilevanti per la sicurezza alimentare su base nazionale.
Studi che raccolgono informazioni e dati rilevanti sul tema della sicurezza/sovranità alimentare.
Si tratta di banche dati di organismi internazionali che descrivono per ogni nazione del pianeta alcuni indicatori fondamentali.
  • GEOGRAFICI
    Report sintetico (1) di inquadramento delle ADEL in Repubblica Dominicana;-Report sintetico (2) di inquadramento delle ADEL in Repubblica Dominicana;
    Piano di sviluppo locale per la ADEL di Valverde;
    Piano di sviluppo locale per la ADEL di El Seibo;
    Piano di sviluppo locale per la ADEL di Dahabon;
    Piano di sviluppo locale per la ADEL di Monte Plata;
    Cartografia di inquadramento delle ADEL;
    Quadro sinottico di sintesi dei caratteri strutturali presenti nei piani di sviluppo locale;
    Analisi SWOT;
    Sintesi preliminare dei caratteri rilevanti per la provincia di El Seibo;
    Sintesi preliminare dei caratteri rilevanti per la provincia di Monte Plata.
Elaborazione dati e raccolta di documentazione sullo stato del territorio nella Repubblica Dominicana e nelle provincie dove sono attive le ADEL. Inoltre documenti per piani di sviluppo e indagini socio economiche curati dalle ADEL.
In questo elenco sono presenti anche elaborazioni che sintetizzano le informazioni contenute nei documenti e forniscono una prima interpretazione.

**Azione sociale di sensibilizzazione dei attori locali

  • Preliminare
Sensibilizzazione degli attori locali sui tempi del progetto corrispondenti ai tre titoli dei WP. Formazione, mappatura sociale, accordi per lo sviluppo di una cultura per la sicurezza alimentare con incontri preliminari che vengono rendicontati con report consuntivi.
  • Avvio fase successiva
Presentazione sul campo dei materiali tecnici predisposti nelle Azioni tecniche e proposta di lavoro per la fase successiva.

Mappe ADEL

Identificazione delle catene di valore nelle ADEL

 

Per saperne di più:

Food Security: From University to Territory – Strengthening the University Management for Learning and Practice in the Field of Food Security

WP2: Promuovere sinergie tra le università e le comunità per uno sviluppo locale sostenibile

Agricoltura altra e consumo critico

agricoltura altraG. Ferraresi, con R. Chiarella

Sabato 25/06 c’è il prosieguo naturale del seminario “…Contadini e complici..” del 19/02 scorso in Cascina Cuccagna a Milano; voi sapete che era appunto prevista una sorta di “seconda giornata” di quel seminario che ora si traduce in questo convegno.

Si tratta di una tappa collaterale ma importante del processo che, con le vostre dichiarazioni di interesse o di adesione attiva, ha avviato il “Laboratorio plurimo”; il cui primo atto ha deciso di utilizzare la mappatura delle reti neorurali nell’area milanese / lombarda come un elemento di relazione tra queste e con l’esterno, mettendo in opera gli strumenti di comunicazione per elaborare in modo collettivo il rafforzamento e la cooperazione dopo le esperienze pioniere.

L’elaborazione di un prima mappa 20160615 ostemi e la proposta di una metodologia per svilupparla insieme ci ha suggerito di cogliere l’occasione di questa giornata nel Piacentino per un verifica della fattibilità della proposta. E questo in un’area in cui il tema rilevante del rapporto tra produzione agro-ecologiche di valle e la piana delle agricolture estensive e delle urbanizzazioni è molto evidente e trattabile.

E’ con questo spirito che vi invitiamo a partecipare numerosi all’incontro che vedrà i contadini protagonisti e la loro mappatura come elemento per verificare la validità delle tesi in campo.

In quella giornata e nella settimana successiva discuteremo di come estendere la mappatura alle aree che la riterranno opportuna in quel territorio ed altrove, creando quell’effetto domino che speriamo alimenti il clima di collaborazione e approfondimento delle tematiche che ci legano;  oltre a ritornare, con questo arricchimento di un tema chiave e di uno strumento per trattarlo, sul contesto milanese lombardo.

Tutti i documenti citati e le prime interazioni con il territorio nel contesto piacentino le trovate nell’evento Facebook che è stato utilizzato come bacheca per condividere le attività che sono state fatte in questo esperimento:

https://www.facebook.com/events/593974597445593/permalink/599012430275143/

Agricoltura Altra e consumo critico 
Locanda I Melograni, Caratta di Gossolengo (PC)
25 giugno 2016

info.ostemi@gmail.com